Meccaniche della Meraviglia 15

Home  /  Arte  /  Meccaniche della Meraviglia 15

La quindicesima edizione di Meccaniche della Meraviglia, manifestazione culturale con la regia di Albano Morandi, pur articolandosi nella città di Brescia per la quinta volta consecutiva, intende riprendere il rapporto con le realtà territoriali che l’hanno tenuta a battesimo ed in particolar modo con i comuni gardesani che hanno, nel lontano 2003,  aperto la strada a quello che è ormai considerato il più interessante progetto dedicato alle arti visive contemporanee della nostra provincia: Puegnago del Garda, San Felice del Benaco, a cui si è aggiunta Moniga del Garda.

Anche quest’anno il progetto coinvolgerà artisti di fama nazionale ed internazionale, uniti dall’unica tesi che ha caratterizzato la manifestazione sin dalla sua nascita, cioè lo stretto rapporto che le opere devono avere con lo spazio che le contiene. Le indagini artistiche saranno unite dal filo rosso della messa in crisi radicale dei linguaggi artistici tradizionali e dalla decontestualizzazione e processualità che trasformano sia i materiali selezionati che gli ambienti espositivi, offrendo opere critiche e intermediali, che intervengono nello spazio interpretandolo con potente empatia, affascinante poesia e intenso rigore.

Un ringraziamento sentito va, come sempre, agli Enti, alle associazioni e a tutti gli amici che, con il loro contributo e la loro collaborazione, permettono di realizzare questa complessa manifestazione, e in particolare all’Assessorato alla Cultura del Comune di Brescia, al comitato di Mo.Ca. – Centro per le nuove Culture, ai Comuni di San Felice del Benaco, di Moniga del Garda e di Puegnago del Garda, così come ai responsabili dei siti e delle gallerie che hanno aperto le loro porte per ospitare le opere. E infine, ma certo non ultimi, grazie a tutto il team artistico e curatoriale.

 

 

Inaugurazioni dell’11 settembre nel Comune di Brescia:
  • ore 15:30 Caionvico, chiesa dei SS Faustino e Giovita, via Caionvico 25 Giorgio Bertelli
  • ore 17:00 Brescia, Museo di Scienze Naturali, via Ozanam Silvia Infranco
  • ore 18:30 Brescia, MO.CA., via  Moretto 78 Medhat  Shafik

 

  1. Caionvico (Brescia), Chiesa dei SS Faustino e Giovita: GIORGIO BERTELLI. Prima che la luce sparisca (a cura di Antonia Bertelli)

Il progetto di Giorgio Bertelli, di natura installativa, si articola negli spazi della chiesa settecentesca dei santi Faustino e Giovita a Caionvico. Organizzato in quattro momenti distinti, il lavoro accosta immagine, parola, luce e suono, con l’utilizzo di mezzi espressivi diversi che accompagnano il visitatore in un percorso immersivo. Fotografia, tubi al neon ed elemento sonoro concorrono a delineare una riflessione inedita da parte dell’artista sulle tematiche del libro dell’Ecclesiaste, già esplorato nella produzione pittorica precedente dell’autore; siamo di fronte a una rilettura di Qohélet che si intreccia a quel senso del nulla che pervade l’uomo di fronte alla profondità sconfinata e alla misteriosa e assoluta bellezza del cosmo.

 

  1. Brescia, Museo di Scienze Naturali SILVIA INFRANCO. In divenire (a cura di Ilaria Bignotti)

Formata dai cicli più riconosciuti dell’artista, caratterizzati da un lento e rigoroso lavoro manuale di campionamento, raccolta, stratificazione ed elaborazione di materiali organici di origine vegetale e minerale, e completata da momenti laboratoriali che coinvolgeranno il pubblico del museo, la mostra negli spazi del Museo di Scienze Naturali, in collaborazione con la galleria che rappresenta l’artista, Marignana Arte, è testimonianza dell’intensità e della feconda generatività della relazione tra natura-scienza-arte. Una mostra per riflettere, collegare, provarsi intorno a lati ancora inesplorati dell’artista e del Museo, per accostarsi con rispetto all’arte e alla natura, in un confronto serrato con gli oggetti esposti e conservati nel museo e con le metodologie di lavoro che animano e conducono l’istituzione stessa.

https://www.facebook.com/museoscienzenaturalibs/

 

  1. Brescia, MO.CA. Sale Scacchi: MEDHAT SHAFIK (a cura di Elena Di Raddo)

Artista nato in Egitto che da anni vive in Italia, realizzerà un’installazione site-specific ispirata al caravanserraglio, il luogo in cui nei paesi del Mediterraneo i mercanti si scambiavano le merci e allo stesso tempo le loro storie.

Unendo alla pittura materiali e oggetti di recupero, in uno spazio evocativo e coinvolgente, l’artista affronterà il tema, antico ed attualissimo, della confluenza dei popoli e del sincretismo delle culture.

https://www.morettocavour.com/

 

Inaugurazioni del 12 settembre nei Comuni Gardesani:
  • Ore 16:00 Puegnago del Garda, Fondazione Vittorio Leonesio, via G. Palazzi 15 Agostino Perrini
  • Ore 17:30 San Felice del Benaco, Chiesetta Romanica del vecchio cimitero, zza I. Moniga Angelica Consoli
  • Ore 18:30 Moniga del Garda, Parco del Castello, via Castello I 12, Valdi Spagnulo

 

  1. Puegnago del Garda, Fondazione Vittorio Leonesio: AGOSTINO PERRINI (a cura di Mariacristina Maccarinelli)

Il progetto è una piccola, raffinata antologica dedicata alla ricerca di Agostini Perrini, per ricordare, a cinque anni dalla scomparsa, l’artista bresciano che con gli amici Cesare Fernicola e Albano Morandi, a partire dal 1980, ha posto le basi del rinnovamento della pittura bresciana.

In particolar modo saranno presentati gli Erbari, l’ultimo ciclo di lavori realizzati da Perrini prima della prematura scomparsa.

http://villaleonesio.it/

 

  1. San Felice del Benaco, Chiesetta Romanica del vecchio cimitero ANGELICA CONSOLI. Tracce di anime (a cura di Paolo Sacchini)

Tracce di anime che si disseminano e si intrecciano, con corpi che narrano storie: racconti di vita, ricordi di perdite, gesti d’amore e di riconciliazione, memorie nella terra di un atto del morire che (ci) trasforma.

Tracce di anime entra in comunicazione con lo spazio circostante, esterno e interno si fondono in un unico luogo capace di accogliere preghiere, speranze, credo, fede, dolore, vita.

http://www.comune.sanfelicedelbenaco.bs.it/

 

  1. Moniga del Garda, Parco del Castello: VALDI SPAGNULO (a cura di Kevin McManus)

La poetica artistica di Valdi Spagnulo si incentra sulla combinazione di materiali differenti – l’acciaio inox, il ferro e il plexiglass – e sugli effetti cromatici e riflettenti della scultura nella sua dimensione ambientale. In tutti i suoi lavori è presente una coerenza linguistica ove segno, materia, architettura, pittura, scultura, disegno si fondono. Il segno pittorico di Spagnulo è traslato in un gesto dello spazio in grado di dare corpo all’irregolarità e alla precarietà delle sue strutture, egli esce dalla logica del “basamento” e genera una scultura anti-monumentale per dare origine, come nella pratica architettonica, ad opere modulari riadattabili all’ambiente che le ospita operando così, con forme leggere, aeree, all’apparenza semplici, una sorta di continuum site-specific creando effetti ottici di permeabilità fisica e visiva dell’opera con lo spazio. Questi i suoi intenti che ripropone in questa mostra personale nel giardino del Castello di Moniga del Garda.

http://www.comune.moniga-del-garda.bs.it/

 

Informazioni

La manifestazione vedrà la contaminazione delle attività produttive dei territori interessati interagendo con attività legate al Food, alle cantine, alle strade dei vini, ecc.

La manifestazione è completata da un catalogo che raccoglierà tutte le mostre e le vedute delle installazioni site-specific negli spazi coinvolti.

Contatti della Manifestazione:

[email protected]

sito web: https://meccanichedellamer.wixsite.com/website

Facebook e Instagram:  @meccanichedellameraviglia

 

 

Biografie degli artisti coinvolti

Silvia Infranco  nasce a Belluno nel 1982. Dopo gli studi classici e giuridici, consegue, nel 2016, il diploma in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del prof. Luca Caccioni.

Nella sua ricerca artistica cera, carta, legno compongono superfici che, sottoposte ad appropriazione per stratificazione, macerazione, asportazione, inclusione oggettuale, si impressionano, restituendo allo sguardo nuove memorie.

Il frequente uso della cera è legato alla forte capacità mnemonica e protettiva delle sostanza, mentre il ricorso all’acqua evoca il processo di rinascita e di decomposizione.

L’attenzione ricade sul concetto di decorso temporale, fautore di accumulo o consunzione, rispetto al quale la cera si fa antidoto contro la cancellazione e disgregazione della materia.

L’artista inizia ad esporre in diverse città italiane, all’interno di spazi pubblici e privati, a partire dal 2008 (Belluno, Trieste, Genova, Venezia, Roma, Milano, Napoli, Bologna).

Nel 2013 viene selezionata per partecipare alla II Edizione del Corso di formazione per giovani artisti dell’Emilia Romagna “Il Mestiere delle Arti”; nel 2014 viene segnalata dalla giuria curatoriale del Premio Ora IV edizione ed espone come artista finalista del Premio Lissone presso il Museo d’Arte Contemporanea | MAC – Lissone; nel 2015 è vincitrice del 2° premio Sezione Pittura del Premio Nazionale delle Arti “Claudio Abbado”.

Nel 2017 è tra gli artisti finalisti del Premio Artivisive San Fedele di Milano, nel 2018 riceve una menzione speciale nell’ambito del bando per Residenza d’artista presso il Museo delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, e nello stesso anno il suo lavoro viene esposto a San Pietroburgo durante il VII Forum Internazionale della Cultura, essendo tra gli artisti selezionati per rappresentare le Accademie di Belle Arti italiane.

La prima significativa mostra personale in uno spazio pubblico si svolge nel 2019 presso l’Ala Nuova del Museo della Città di Rimini nell’ambito rassegna d’arte biennale VIE DI DIALOGO. Occasione in cui, attraverso una doppia personale, si realizza un dialogo espositivo con il collettivo ravennate CaCO3.

A settembre 2019 si è tenuta l’ultima personale “Tempus fugit, imago latet (perché non voglio dimenticare)”, curata da Marina Dacci presso gli spazi della galleria Marignana Arte a Venezia che rappresenta l’opera dell’artista.

Maggiori informazioni:

www.silviainfranco.com

http://www.marignanaarte.it/artist/silvia-infranco/

 

Medhat Shafik è nato a El Badari in Egitto nel 1956. Dal 1976 vive e lavora in Italia.

Indicato dal Metropolitan Museum di New York, nel saggio Egyptian Modern Art di Salwa Mikdadi, come uno dei più interessanti artisti del mondo arabo delle ultime generazioni, Medhat Shafik coniuga le suggestioni, i colori e i tratti originari della cultura orientale con i linguaggi artistici delle avanguardie occidentali.

Diplomato in pittura e scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, fin dagli inizi lo caratterizza una sorta di voracità, di entusiasmo di fronte ai linguaggi delle avanguardie storiche del Novecento che sente affini al suo mondo.

Dai primi anni Ottanta partecipa con successo a molte rassegne artistiche nazionali e internazionali e il suo stile approda ad alcuni tratti distintivi: una densa carica espressiva, fisica e materica, che si alterna a una dimensione più meditativa e spirituale, in cui lo spazio dell’opera si dilata e tende alla rarefazione. Poi l’idea di opera d’arte in cui la narrazione del sé, delle proprie memorie, diventa parte del grande cammino dell’umanità. Inoltre il bisogno di integrare la pittura con materiali recuperati dal vissuto, in un collage che diventa metafora delle stratificazioni della storia. Infine, il concetto di Agorà, inteso come luogo di scambio di cose e di idee, all’origine della civiltà e della democrazia. Nell’interminabile ricerca di sé, della propria archeologia personale, attraverso la storia dell’Egitto, Shafik finisce per raccontare la storia di tutta l’umanità, restituendo un messaggio universale di tolleranza e di comprensione reciproca. Questi ingredienti gli valgono il Leone d’Oro alle Nazioni alla Biennale di Venezia del 1995, di cui è protagonista assieme a due connazionali, ed altri importanti riconoscimenti.

Maggiori informazioni:

www.medhatshafik.com

 

Giorgio Bertelli espone per la prima volta nel 1981 presso la galleria Studio 80 di Aldo Bresciani.

Tra i suoi cicli di disegni, documentati in volume, ricordiamo il mio Qohèlet (1986), Golgota (1988), Piccolo Requiem (1992), Notti senza fine (1992), Tenebrae Responsories (1994), Ma l’amor mio non muor (1994), Piccola suite per Malcolm Lowry (1996), Dolcissimo nero: per Malcolm e Philip (1996), Il mio nuovo Ecclesiaste (1998), Giobbe (1998), Dalla serie paesaggi con figure assenti (2002), Scuro, come i miei occhi (2003), 12 p.m. (2005), L’Oriente risplende di rosso (2009), Florilegio (con Giosetta Fioroni) (2010), Variazioni sull’Ecclesiaste (2018); in Mobilia (1996) è riassunta la sua produzione di mobili dipinti, in Terre calde(1999) quella di ceramiche e terracotte.

Suoi lavori sono apparsi su quotidiani e riviste, tra cui “Europeo”, “Oggi”, “Avvenire”, “Panta”, “Linea d’ombra”, “La terra vista dalla luna”, “Barbablù”, “Nostro lunedì”, “Rifrazioni”, “Alias”, “Charta”, “L’immaginazione”, “Corriere della Sera”.

Sue opere sono presenti in alcuni musei: Gabinetto dei Disegni e Stampe degli Uffizi (Firenze), Museo di Palazzo Sarcinelli (Conegliano), Civica raccolta del Disegno (Salò), Gabinetto stampe antiche e moderne (Bagnacavallo).

Affianca all’attività di pittore quella di editore, avendo dato vita nel 1985 alle Edizioni l’Obliquo, i cui libri sono stati presentati in importanti sedi espositive internazionali (MoMA, New York; Biennale, Venezia; Documenta, Kassel).

Maggiori informazioni:

http://www.giorgiobertelli.altervista.org/

 

Agostino Perrini (Sale Marasino, 1955 – Brescia, 2016).
Nel 1977 si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia con il maestro Edmondo Bacci, partecipando alle attività della Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia, esponendo in Periferie dello sguardo (1981) e Proiezioni Arte nel Veneto 1970/80 curate da Toni Toniato.

Nei primi anni ’80 intraprende un rapporto di collaborazione con i critici Claudio Cerritelli – Libertà d’immagine Rocca di Montefiorino nel 1986, Il domani della pittura al Museo Casabianca di Malo nel 1992 – e Dino Marangon – Sguardi a Nord-Est Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 1986, Studio Tommaseo Trieste nel 1991, nel 1992 alla Galleria H+W Lang a Graz e nel 2000/2001 Risonanti Figure alla Galleria Spazia di Bolzano e alla Galleria Multigraphic di Venezia.

Negli anni ’90 partecipa a L’Aura, spazio autogestito per l’arte contemporanea a Brescia.
Dal 2000 ha collaborato come illustratore con diverse case editrici e come grafico per alcuni studi creativi.

Maggiori informazioni:

www.agostinoperrini.it/

 

Valdi Spagnulo nasce a Ceglie Messapica (BR) 1961. Trascorre la sua infanzia in Puglia a Grottaglie (TA), località nota per le produzione della ceramica artigianale e artistica, frequentando l’ambiente creativo ed intellettuale dell’area pugliese e non solo sin da giovanissimo, grazie a suo padre Osvaldo, artista già noto. Nel 1973 si trasferisce a Milano con la sua famiglia, ove inizia le frequentazioni del fervido ambiente culturale della città, aprendosi all’ambito europeo con viaggi in Francia, Germania, Svizzera. Il 1984 è l’anno nel quale si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano. L’inizio degli anni ’80 vedono l’esordio dell’attività artistica come pittore, con partecipazione a esposizioni in ambito nazionale e internazionale e il debutto in mostre personali.

Gli anni ’90 danno principio ad un rapporto più intensificato con le gallerie d’arte private italiane ed europee, affermando la sua partecipazione a esposizioni in spazi pubblici, sancendo altresì il graduale passaggio dalla pittura alla scultura

Dal 2000 intensifica l’attività espositiva con partecipazione a mostre collettive di rilievo ed a mostre personali in gallerie pubbliche e private, ottenendo premi e riconoscimenti, tra i quali il 1° Premio Pittura 2001 dell’Accademia Nazionale di S.Luca a Roma.

La bibliografia delle mostre personali annovera curatele e testi critici di: R. Bossaglia, L. Caramel, L. Cavadini, C. Cerritelli, M. De Stasio, E. Di Raddo, R. Ferrario, S. Parmiggiani, F. Poli, E. Pontiggia, F. Solmi, A. Trabucco, M.N. Varga, A. Veca, G. Zanchetti.

Vive e lavora principalmente a Milano.

Maggiori informazioni:

www.valdispagnulo.it

 

Angelica Consoli (1991) vive e lavora a Tavernola Bergamasca (BG).

Espone in diverse mostre collettive fra Brescia, Milano e Lecco.

Nel giugno 2016 viene selezionata per lavorare all’allestimento e al disallestimento dell’opera “The Floating Piers” di Christo e Jeanne – Claude. Collabora accanto all’artista svizzero Nic Hess nella realizzazione dell’installazione site specific “La simulataneità del non simultaneo“, all’interno della mostra Capolavori art Collection, From Albert to Warhol to (now), a cura di R. Wiehager, Brescia, Museo Santa Giulia, dall’8 marzo al 30 giugno 2013.
Tra le principali esposizioni si ricordano: LA LUCE FU, a cura di A .Dall’Asta SJ e D. Astrologo Abadal, I. Bignotti, C. Canali, S. Castelli, M. Galbiati, C. Gatti, M. Marchetti, K. M cManus, G. Salvaterra, Galleria San Fedele, Milano, 27 settembre – 28 ottobre, (Terza classificata Premio Arti Visive San Fedele); Persone che abitano la stessa casa, a cura di M. Galbiati, Galleria Melesi, Lecco, 3 dicembre 2016 – 21 gennaio 2017; MATER DEI, a cura di A. Morandi e R. Coltrini e la consulenza critica di E. Di Raddo, M. Maccarinelli, S. Liuzzi e P. Bolpagni, Fondazione Leonesia, Puegnago del Garda (BS), 14 agosto – 25 settembre 2016.

Maggiori informazioni:

www.angelicaconsoli.com

 

 

 

PROGETTO SPECIALE

 

 

“Meraki”

la sera dell’11 settembre, dopo l’inaugurazione dell’installazione di Shafik, presso MO.CA, in collaborazione con YoY Performing Arts  si potrà assistere alla performance “Meraki” legata al progetto installativo all’artista Medhat Shafik.

La performance ripercorre lo stesso processo: musica e coreografia sono nate in sala prove sovrapponendo contemporaneamente melodie, strumenti e movimenti.
Così come la costruzione coreografica tende ad un linguaggio chiaro ed estremamente limpido cercando di dare al gesto un’ampiezza ed una fluidità crescente, i suoni e gli strumenti, apparentemente separati, si uniscono per dare vita ad una melodia che riempie lo spazio. I danzatori non si toccano mai, si sfiorano. Non c’è prevalenza di forza maschile o eleganza femminile ma solo ricerca di equilibrio interiore, rappresentato nella
coreografia da due piccoli assoli, e consapevolezza che la ricostruzione passa solo attraverso un percorso comune. (Emma Zani)

IDEAZIONE: Emma Zani

COREOGRAFIA: Emma Zani e Luca Parolin

DANZATORI: Emma Zani e Roberto Doveri

MUSICHE: Timoteo Carbone

VIDEO: Michele Arrabito

IN COLLABORAZIONE CON: Stazione Utopia e Meccaniche della Meraviglia

ORGANIZZAZIONE: Stazione Utopia

TEASER : https://aboutyoy.com/meraki

 

 

 

Per gli orari di aperture delle mostre consultare i siti dei Comuni interessati e delle singole sedi.

 

 

Category: