MO.CA SUONA…sotto le stelle!

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Dopo tre mesi di programmazione in streaming, la rassegna di MO.CA Suona riprende finalmente i concerti in presenza.

Quella che s’inaugurerà il 29 giugno nel cortile del Palazzo Martinengo Colleoni di via Moretto sarà la seconda edizione estiva dell’iniziativa musicale, promossa da Comune di Brescia e dal Centro per le Nuove Culture. Ideata e curata da Luigi Radassao, la rassegna fa ritorno dopo la pausa forzata dovuta all’emergenza sanitaria, che dall’autunno dell’anno scorso ha costretto a sospendere la programmazione del Salone delle Danze.

Il cartellone di MO.CA Suona è parte integrante del palinsesto di cinema e musica che animerà il palazzo dell’ex-tribunale, a sua volta parte degli interventi d’intrattenimento e spettacolo che il Comune di Brescia, come già l’anno scorso, ha messo in atto per valorizzare la ripartenza culturale di quest’estate bresciana post-covid.

Gli appuntamenti musicali di MO.CA Suona mantengono immutate le peculiarità che da sempre contraddistinguono la rassegna. La dimensione raccolta della Sala delle Danze è stata ridimensionata nel palcoscenico all’aperto, al fine di consentire il distanziamento che le misure di sicurezza impongono, ma, per quanto possibile, preservando, grazie alla cornice del bellissimo chiostro, una coinvolgente prossimità tra pubblico e musicisti, che consente una fruizione quasi ideale della musica.

Invariati rimangono i caratteri di eterogeneità che hanno fatto di MO.CA Suona una programmazione eterodossa, fuori dagli schemi, cui piace innanzitutto stimolare la curiosità dell’ascoltatore, diversificando generi, stili, strumenti musicali ed epoche, nel nome dell’inusuale e  dell’originale.

INFO:

∙ MO.CA SUONA ingresso gratuito con prenotazione e green pass obbligatorio (dal 5 agosto 2021) – (max 90): www.eventbrite.it/e/biglietti-moca-suona-nel-canto-presente

In caso di pioggia:

∙ i concerti di MO.CA SUONA si terranno nel Teatro Idra (max 35 posti)

 

IL PROGRAMMA
GIUGNO

 

29 – ACOUSTIC MAQAMAT (Roger Rota, sax soprano; Fakhraddin Gafarov, tar azero, oud; Alberto Zanini, chitarra)

Nella musica araba il termine Maqamat (plurale di Maqam) identifica un sistema musicale tradizionale che determina modelli abituali d’improvvisazione e sviluppo melodico. Tale sistema modale ha permeato tutto il bacino mediorientale e influenzato la musica balcanica, dal sud della Russia all’Ungheria. Il sassofonista e compositore bergamasco Roger Rota sintetizza questo materiale restituendo brani e suggestioni che uniscono idealmente il jazz europeo e la tradizione Maqam.

Diplomato in fagotto, il bergamasco Roger Rota svolge attività sia in ambito classico che jazzistico. Ha registrato dischi con diverse formazioni e tenuto concerti in Italia e all’estero (Usa, Canada, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Ex Jugoslavia, Svizzera, Malta e Tunisia). Ha militato nellaa Duke Ellington Repertory Orchestra di Carlo Bagnoli e Sante Palumbo, nell’ottetto di Franco Cerri ed Enrico Intra e nella Jazz Class Orchestra di Gabriele Comeglio. Ha collaborato tra gli altri con Gianluigi Trovesi, Giorgio Gaslini, Bruno Tommaso, Enrico Rava e partecipato a numerosi festival tra cui Umbria Jazz, Roccella Jonica, Clusone Jazz, Bergamo Jazz, Como Jazz, Bolzano Jazz Summer, Vignola Jazz in It, Pescara Jazz, Saalfelden, Willisau. Dal 1989 è a capo di svariate formazioni con le quali ha tenuto numerosi concerti e inciso lavori discografici.

Fakhraddin Gafarov, già direttore del Conservatorio Nazionale di Musica di Baku, è considerato il più grande suonatore di Tar in Azerbaijan. Nato in Azerbaijan, Fakhraddin Gafarov inizia lo studio della musica in tenera età. A dodici anni vince due concorsi a livello statale, e negli anni successivi prosegue gli studi presso il Conservatorio e l’Accademia di musica. Parallelamente inizia la carriera di insegnamento e l’attività concertistica come solista e membro dell’Orchestra Radiotelevisiva di Stato. Polistrumentista, suona strumenti tradizionali a corda pizzicata (tar, saz, oud), a fiato (ney, balaban) e a percussione. Rifugiato politico in Italia dal 1999, svolge un’intensa attività concertistica come solista e in collaborazione con diversi musicisti, presentando un repertorio di musica colta (mugam), tradizionale da paesi quali Azerbaijan, Afghanistan, Turchia, Iran, Paesi Arabi, e musica sufi.

Alberto Zanini è chitarrista e compositore, attivo nell’ambito della musica jazz e del rock più sperimentale. Prevalentemente autodidatta, ha studiato chitarra jazz con Bebo Ferra presso il conservatorio di Milano e arrangiamento con Massimo Colombo. Oltre che in ambito concertistico e in sìtudio di registrazione, la sua attività musicale si sviluppa anche nel cinema e nel teatro, così come nella didattica.

 

 

LUGLIO

 

19 – BEATRICE SBERNA, SANDRO GIBELLINI, GIULIO CORINI TRIO (voce, chitarra, contrabbasso)

Questo bellissimo trio, di recente formazione, nasce dall’incontro tra la ventenne cantante bresciana Beatrice Sberna e il decano dei jazzisti di casa nostra, Sandro Gibellini, tra i più importanti chitarristi italiani di sempre. Nonché dal loro desiderio di esplorare alcuni noti standard del repertorio jazzistico, registrati (e filmati) molto spontaneamente, sul finire dell’anno scorso, presso il Monolith Studio di Michele Marelli. Il sodalizio musicale si è poi arricchito della preziosa collaborazione del contrabbassista Giulio Corini, a formare un trio che promette scintille.

Beatrice Sberna è una giovanissima, eclettica e già molto attiva cantante bresciana. Appena ventenne, Beatrice ha frequentato i seminari di Nuoro Jazz e ha studiato presso i corsi di jazz del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia. Da qualche anno vive in Olanda, dove frequenta il conservatorio di Amsterdam.

Il chitarrista Sandro Gibellini è artista che non ha bisogno di presentazioni. Tra i più importanti musicisti emersi tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, ha segnato il mondo del jazz italiano con il suo stile inconfondibile, la sua musicalità impareggiabile, la sua intelligenza musicale e il suo gusto nell’improvvisazione. Ha suonato al fianco dei maggiori jazzisti internazionali e italiani, compito tournée in tutto il mondo, ha fatto parte delle orchestre della Rai di jazz e musica leggera ed è stato partner di Mina in numerosi dischi della cantante.

Giulio Corini, diplomato con lode in contrabbasso presso il C.P.M. di Milano, è uno dei più interessanti improvvisatori della nuova scena jazzistica italiana, e allo stesso tempo uno dei contrabbassisti più richiesti, in virtù dell’estrema duttilità strumentale e della musicalità che lo contraddistinguono. Collabora da tempo con i grandi nomi del jazz internazionale, da Enrico Rava a John Abercrombie, da Francesco Bearzatti a Stefano Battaglia, Ralph Alessi, Jim Snidero, Tino Tracanna, Tino Tracanna, Bebo Ferra, Garrison Fewell, solo per citarne alcuni. Dal 2005 dirige il progetto di ricerca musicale Libero Motu, con il quale ha pubblicato tre dischi per l’etichetta El Gallo Rojo. La sua copiosa discografia conta oltre trenta titoli quale sideman.

 

26 – A SONG HAS A THOUSAND YEARS (Camilla Battaglia, voce; Rosa Brunello, contrabbasso)

Il progetto si costruisce su una raccolta di canzoni che fanno parte del background musicale delle due musiciste, che hanno riletto nella veste del duo, costruendo uno spazio di libertà assoluta nell’affrontare repertori di generi differenti, al fine di superarne le limitazioni e approdare in un territorio di pura libertà espressiva.

Camilla Battaglia, figlia d’arte, classe 1990, è  cantante e compositrice. Nata con la musica e cresciuta nella musica, affonda le sue radici espressive nel linguaggio del jazz, che ha sviluppato negli anni attraverso diverse contaminazioni, che l’hanno portata alla realizzazione di due dischi da leader (Tomorrow, nel 2016 e Emit, nel 2018). Ha collaborato con artisti internazionali in Europa e negli Stati Uniti, sperimentando in contesti e formazioni che vanno dalla big band alla solo performance, all’interazione multimediale, dalla strumentazione esclusivamente acustica a quella strettamente elettronica. Un’artista che fa ricerca musicale continua e che si sta imponendosi nel panorama della nuova scena contemporanea.

Bassista e compositrice veneta, Rosa Brunello in breve tempo è riuscita ad affermarsi nel panorama jazzistico italiano e non solo, partecipando a importanti festival in tutto il mondo. Nel 2015 ha fondato il suo ensemble più rappresentativo, Los Fermentos, un progetto che vede alternarsi diversi musicisti nel corso degli anni, ma sempre con i comune denominatori dell’attenzione al suono, sia acustico che elettronico, e del desiderio di creare un gruppo con una forte identità, un sound d’impatto definito e compatto. Ha suonato nei più importanti festival e teatri in Brasile, Uruguay, Giappone, Canada, Francia, Belgio, Svizzera, Italia, Olanda, Germania, Regno Unito, Croazia, Slovenia, Scozia, Svezia, Danimarca.

 

 

AGOSTO

 

2 – NEL CANTO PRESENTE (Beatrice Arrigoni, voce, Fabrizio Carriero, percussioni)

Otto testi italiani per un mistico viaggio nel suono, che si propone quale omaggio alla poesia italiana contemporanea nella forma di un ritrovamento, ovvero dell’approdo alla lingua originaria nei suoi aspetti evocativi e di sperimentazione. Milo De Angelis, Paola Loreto, e Silvia Bre sono alcuni degli autori protagonisti di questo lavoro di ricerca dedicato alla poesia italiana, che riflette sul rapporto tra improvvisazione e composizione e tra linguaggio e metalinguaggio, senza porsi limiti di genere sul fronte dell’esplorazione musicale. È un canto presente perché vive fisicamente intorno a noi nella forma della preghiera, della canzone e del suono puro, ma anche perché ci riguarda da vicino e racconta del nostro tempo, nel nome di un universale che è sempre contemporaneo.

Il duo formato da Beatrice Arrigoni e Fabrizio Carriero nasce nel 2015 con l’obiettivo di fare  esperimenti d’improvvisazione su testi poetici. La scelta ricade inizialmente su Emily Dickinson, e il lavoro di ricerca porta alla nascita di un vero e proprio progetto intitolato My River runs to thee (pubblicato nel 2018 dall’etichetta TRJ di Mantova), nel quale vengono  musicate otto liriche della  poetessa angloamericana. La ricerca prosegue nella direzione dell’utilizzo dell’italiano e dell’aggiunta di nuove componenti timbriche all’interno dell’organico (percussioni di vario tipo, pedaliera multi effetto, loop station, zither): nasce così un progetto dedicato alla poesia italiana contemporanea intitolato Nel Canto Presente, che include testi di poeti italiani quasi tutti viventi. Nell’approccio musicale, l’improvvisazione rappresenta sia un metodo compositivo di ricerca – attraverso cui si realizza il processo di costruzione della musica intorno al testo –, sia un concreto elemento musicale all’interno di ciascun singolo brano, che trae ispirazione dalle parole specifiche presenti nel testo e dal loro significato, dal senso complessivo del componimento e dalla sua struttura formale.

 

SETTEMBRE

06 – QUARTETTO PICHUCO (Gino Zambelli, bandoneon; Vincenzo Albini, violino; Luca Rossetti, pianoforte; Virgilio Monti, contrabbasso)

L’esperienza ventennale di quattro musicisti che hanno fatto del tango la loro passione e la loro professione. Una carriera che li ha visti esibirsi e collaborare con alcuni dei più grandi artisti del mondo del tango, in Europa e anche oltre oceano. Questo è il biglietto da visita di Cuarteto Pichuco. Il nome del gruppo omaggia uno dei più grandi bandoneonisti di sempre, Anibal Troilo. Nel loro repertorio, oltre ad arrangiamenti e composizioni originali, non mancano le composizioni dei più celebri nomi del tango argentino, come Pugliese, d’Arienzo, Canaro, Federico, Fresedo e molti altri.

Gino Zambelli, originario del Principato di Monaco si è diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano in Fisarmonica Jazz e al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia in Oboe. Fisarmonicista e bandoneonista eclettico, che si muove tra la musica classica e l’improvvisazione, è considerato uno dei migliori talenti della nuova scuola italiana della Fisarmonica (Amadeus, dicembre 2011). Dal 2010 collabora con i solisti della Scala di Milano e svolge l’attività come solista in diverse orchestre nazionali e internazionali.

Vincenzo Albini, diplomato al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, agli studi accademici affanca una ricerca musicale che lo porta a esplorare generi tradizioni sonore differenti, il jazz e l’improvvisazione in particolare. Suona dal 2003 con l’ensemble di Tango argentino Tango Tinto, esibendosi in sale e teatri di tutta Europa e Argentina, vantando ad oggi più di 500 esibizioni. Fa parte dell’ensemble GinasteraTango5 e collabora con l’ensemble Q5 Tango proponendo vari progetti dedicati alla musica di Astor Piazzola.

Luca Rossetti, diplomato col massimo dei voti al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, ha seguito i corsi di alto perfezionamento tenuti da Aldo Ciccolini a Roma e Biella, e da Bruno Mezzena a Castelfranco Veneto, risultando vincitore di numerosi concorsi e tenendo concerti di musica classica in molte regioni italiane. Ha approfondito il linguaggio del tango tradizionale collaborando con Gino Zambelli, Vincenzo Albini, Virgilio Monti, e musicisti argentini quali Lautaro Acosta, Sebastian Bossero, Carola Nadal e Martin Troncozo.

Virgilio Monti, diplomato al Conservatorio Verdi di Milano, da più di 15 anni si dedica allo studio e alla pratica del contrabbasso nel tango argentino e in altri stili musicali tra cui il latin, la musica clasica e quella popolare. Collabora con musicisti di fama internazionale dell’ambiente tanguero, in Italia ed Europa, tra i quali Gustavo Beytelmann, Pablo Ziegler, Eugenio Bennato, Miguel Angel Zotto, Victor Villena, Gerardo Agnese, Ruben Peloni, Barbara Varassi Pega, Giulio Tampalini, Paola Dell’Erba, Hernann Fassa, Martin Troncoso, Antonio e Nicola Ippolito, Marco Albonetti, Santiago Cimadevilla, Ebred Reijnen.

 

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